Il Pensiero Pendolare: quando il pendolarismo diventa filosofia – Parte I

by Pendolando on July 15, 2009

Il Pendolo

Il Pendolo

Pensavi che il pendolarismo fosse semplicemente un’ennesima declinazione della  “sfiga”?

Credevi non fosse altro che un portato di problemi socio-economici (mancanza di lavoro, costo e qualità della vita nelle grandi metropoli, etc.); nulla più insomma che una triste e faticosa necessità, cagione tutt’al  più di novelle patologie mentali?

Mai credenza fu più superficiale e lontana dal vero!

Il pendolarismo è molto di più. Almeno a partire dal 2006, data di pubblicazione del testo che mi accingo a proporvi e che cambierà per sempre la vostra percezione dei pendolari!

Sto parlando, con malcelato orgoglio, del volume “Pensiero Pendolare” della filosofa Francesca Rigotti.

In questo volume, che ancora non ho letto, ma di cui ho pre-gustato diversi estratti che vado a  condividere tra poco, il pendolarismo viene assurto nientemeno che  a “modalità operativa del pensiero” cui viene attribuito un posto di rilevo, tutt’altro che secondario o marginale.

Trattasi infatti del “pensiero migrante, pendolare, nomade, che ricusa la rassicurante stasi della stanzialità“; da non confondersi, bada bene, con quella sorta di vacua forma di (sto citando questa recensione)

“pensiero da intrattenimento, buono quando, in treno o nel metrò, non si ha nulla da leggere o quando le batterie del lettore mp3 si sono scaricate, e per ingannare il tempo non resta altro che affidarsi al pensiero, ultima risorsa per vincere la noia, scialacquare l’attesa”.

Tutto ruota, evidentemente, attorno alla figura del pendolo che diventa qui:

“simbolo di esperienza e modello di conoscenza: oscilla fra un estremo e l’altro, avanza e poi ritorna arricchendosi ad ogni passaggio, sta nella propria tradizione ed esperienza, e poi ne esce, entra nel nuovo e nell’ignoto, per ritornare ancora nel consueto. “

Qualcosa di molto simile alla condizione quotidianamente sperimentata dal pendolare che

«ad ogni suo viaggio … raccoglie nuove esperienze e nuovi stimoli. Il pendolare sapiente supera la frustrazione dell’andirivieni forzato, del dover attraversare gli stessi luoghi senza farci caso» (p. 87).

La prossima volta che incontri un pendolare sulla tua strada, quindi, ricordati di chi hai in realtà di fronte, a quale mirabile  incarnazione di filosofiche astrazioni stai assistendo.

E tu, pendolare, quando all’alba di ogni mattina  ti guardi allo specchio (se ne hai il tempo) e non ti senti magari troppo in vena di metterti in viaggio…ricordati che hai un motivo in più da oggi per farlo a testa alta!

Un nuovo movimento di pensiero,  a noi ispirato, sta nascendo…
To be continued…

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