Intercettazioni sulla truffa dei treni: customer care targato Italia (sperando nelle buone stelle)

by EleNicchia on July 8, 2010

“France’, chi lo prende nel culo è l’ultimo che prende quel treno”.

Questo si dicevano i furbetti del vagoncino, autori della vergognosa truffa a Trenitalia e ai cittadini italiani. In una telefonata del 6 maggio 2009 tra Giovanni De Luca e Francesco Manco si parla di Eurostar, di Etr450 in particolare, e dei loro pezzi di ricambio.

“Perché loro (“Trenitalia”) pigliano e mettono nel capitolato tutto il materiale a carico del fornitore. Si scassa un interruttore, si scassa una cosa… si scassa una centralina, si scassa qualcosa e devi cambiarli tu, hai capito?”. Risponde De Luca: “Belli cazzi”. E Manco: “Questa è la fregatura. Però, voglio dire, ma su un treno quanti cazzi di interruttori dobbiamo cambiare? Quanti cuscinetti?”.

Ecco il consiglio di De Luca:

“Tu sai cosa fai? Dal treno che entra dopo, tu smonti la roba e te la metti sul treno che stai facendo”
e aggiunge
“E poi, mano a mano, chi lo prende nel culo è l’ultimo che prende quel treno

Ci sono ben 106 carri che erano da rottamare ma che ancora sferragliano giulivi per le pianure e per le valli.  54 di questi “risultano demoliti due giorni prima della partenza verso la stazione di demolizione, 50 lo stesso giorno della partenza verso la rottamazione, 2 vengono certificati come demoliti due volte. Il 31 dicembre 2002 e l’1 gennaio 2003, notoriamente due giorni di pieno lavoro in ogni officina del Paese. ”

Fonte Repubblica, “Finte rottamazioni e pezzi rubati così funzionava la truffa dei treni”, 8 luglio 2010

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Andrea July 15, 2010 at 9:58 am

Sono senza vergogna, bisogna fare qualcosa, di pacifico, ma che dia un segnale che ci siamo rotti le balle.

Andre

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Frederich Chopin July 14, 2010 at 5:59 pm

Interessanti le evidenze di queste indagini, procedete in questa direzione!
Nel momento in cui il disservizio è attribuibile ad una carenza organizzativa del sistema, si è più disposti alla rassegnazione, perché manca un diretto interlocutore con cui prendersela, un capro espiatorio da accusare.
Nel momento in cui le lamentele per un disservizio portano alla scoperta di responsabilità gravi è più difficile che i cittadini che chiedono giustizia vengano completamente ignorati.

Non dico questo per sostenere un approccio rivoluzionario a prescindere, o per favorire un’azione sulle basi di tesi infondate, ma perché credo che fare informazione su verità nascoste aiuti le persone ad avere interesse per queste vicende, a seguirle e ad agire di conseguenza. Molti misfatti accadono nel nostro paese avvantaggiandosi della confusione collettiva, del senso di sfiducia dei cittafini e del conseguente disinteresse per la politica.

Noto inoltre che le rilevazioni di cui parla l’articolo di Repubblica sono telefoniche… E pensare che in questi giorni il presidente del Consiglio sta cercando di far passare un provvedimento per renderle pressoché vietate.

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Varkell July 8, 2010 at 4:17 pm

Verrebbe da ridere (pensando a come anche trenitalia l’abbia presa in quel posto) se non ci fosse da piangere pensando che questo stesso sistema possa probabilmente anche essere una concausa della sciagura di Viareggio!

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