IL TRENO PARTE A NESSUN’ORA

by Pendolando on March 9, 2011

Per gentile concessione di Filippo Ghidelli pubblico un suo racconto che non poteva non comparire su un blog come questo.

Immagina un uomo condannato a stare in una stazione per sempre, aspettando un treno che non sa quando, se e ..per dove partira’.

Ogni tanto un caffe’ al bar o un panino, uno scambio di sguardi con una sconosciuta, un’informazione chiestagli con una frase senza senso, una risposta data a lui in una lingua che non capisce, una valigia con un lucchetto di cui ha perso le chiavi, un biglietto su cui le scritte sono illeggibili, treni su cui sale e da cui lo fanno scendere, dicendogli che c’e’ un guasto, che ne partira’ un altro, e di ascoltare gli annunci agli altoparlanti, di dare un occhio ai tabelloni elettronici: altoparlanti che continuano a emettere scariche e frasi a volume troppo basso per essere comprensibili, tabelloni elettronici pieni di serie di numeri e lettere senza senso.

Poi, passa un ferroviere a cui chiedere qualcosa, cercare di aprire le labbra e ritrovarsi la mente vuota da ogni domanda, atrocemente consapevole dell’inutilita’ di ogni risposta.

Allora, stanco, appoggiarsi su una panchina, chiudere gli occhi e risvegliarsi dopo un tempo indefinito e indefinibile: gli orologi ai binari non hanno lancette.

E’ ancora buio. tutto ricomincia senza un inizio, senza una fine.


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rita April 7, 2011 at 3:25 pm

potrebbe essere il prologo di un talk……programmate programmate!!!!!

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Gianni March 10, 2011 at 4:52 pm

E’ la vita del pendolare cronico.
Non così distante dalla realtà.

In un’ anno di pendolo si fanno almeno 2h *200gg=400h di treno che diviso 24h fanno 17 gg l’anno di puro treno.

Di stazione si fanno almeno altri 4 gg (15 min il mattino e 15 min la sera) (e siamo a 21 gg) e di viaggio per stazione e da stazione almeno altri 8gg (30 min + 30 min al gionro).

In pratica fanno 30 gg l’anno tra treno, stazione, da e per stazione.

Come mi disse un giorno un pendolare di lunga storia: “I pendolari hanno certamente commesso qualche marachella che devono scontare in questa vita”.

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Andrea March 9, 2011 at 12:43 pm

Mi fa pensare a “Fuori orario” di Martin Scorsese.

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